Il mio sguardo si interroga sulla Pianura Padana, un paesaggio fortemente antropizzato esplorato come una topografia dell’anima. Muovendomi tra contemplazione e introspezione, cerco di far emergere frammenti e suggestioni silenziose lasciate dalla presenza umana.
In questo scenario il territorio si rivela come un mausoleo di ricordi, una stratificazione di storie minime osservate con costante curiosità.
 Prende forma così una prospettiva differente sulle cose semplici, un’osservazione sospesa che interroga il legame profondo tra l'abitante e lo spazio e restituisce dignità visiva a ciò che solitamente resta ai margini dell'attenzione.