Tutto comincia negli anni ’80 con la Voigtländer di mio padre che maneggiavo furtivamente, bruciando talvolta i rullini. La mia educazione visiva si è formata osservando le tele di un prozio pittore e attraverso la sensibilità dell’artista Anna Cingi, mia insegnante alle scuole medie.
Poi, nei primi anni '90, un'irruzione imprevista: durante un pranzo domenicale andai ad aprire la porta di casa e mi ritrovai davanti un fotografo francese con al seguito due modelle bellissime. Volevano usare il nostro balcone come set. L'incontro tra il rito di famiglia e il lavoro del fotografo portò un’improvvisa allegria e la consapevolezza di quanta magia potesse scaturire da uno scatto.
Quell'intuizione è maturata nel tempo, mentre lavoravo tra parole e immagini come copywriter, fino a quando ho scelto la fotografia per dare forma definitiva al mio sguardo. Sono nato a Cremona e cresciuto tra le cascine e il Po, con radici che guardano verso Sud. Partendo da queste terre cerco le tracce e i silenzi di una geografia sentimentale che si sposta con me. Un'esplorazione tesa tra il paesaggio di oggi e nuovi territori da raccontare.